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giovedì, ottobre 07 Lascio il blog. Lascio Voi. Lascio ricordi, in questa bottega profumata, in questo giaciglio di panna, lascio gocce di Stefano, gocce di Judith, gocce di Valentina, gocce di Antonio, di Gabriele, di Nicola, di Daniele, gocce di mia mamma, di vita e di morte. Gocce di salvezza, di discordia, di speranza, freschezza, febbre, nostalgia, bestemmie, sofferenze, giubili. Gocce di me, di tutto. Lascio quello che ho appuntato perchè sono la mia ombra. Lascio parte di me, per sempre, perchè per sempre io continui il mio lavoro di cesellatrice. Il mio essere mare che abbraccia e ingloba in se tutto quello che trova sul torace gravido della spiaggia. Catrame, legni, conchiglie. Dico solo che ho deciso di svoltare. Di prendere a schiaffi me stessa e poi correre a consolarmi con coccole come ho sempre fatto. Ma, ora, per un motivo diverso. Mi schiaffeggerò non per punirmi, perchè ormai ho già sentito troppo male e le mie guance sono insensibili, ma per svegliarmi dal nostalgico torpore degli avvenimenti. da questa enorme trapunta di cenere che mi agguanta dalle caviglie sino alla gola. E poi mi coccolerò per ricordarmi che ho bisogno di me stessa e degli altri. Per ricordarmi di investire sulle persone che amo e non sulle mie paure. Ormai cosa mi è rimasto se non le mie mani e i miei occhi? Se non questi fiori notturni ed artigliati e queste bocche vulcaniche dove vampa l'incandescenza del mio dolore passato? Presente. E futuro. Mi è rimasta l'idea che sono una persona forte. Che sono stupenda e sono me stessa. Mi è rimasto l'assoluto controllo sulle mie cose. Mi è rimasta la mia arte. Mi sono rimasti i miei difetti. E se tutte queste splendide cose non bastassero c'è da aggiungere il fatto che sbattendo la testa trilioni di volte sulle fondamenta solide della mia ignoranza, ho ereditato l'assoluta certezza che sono troppo piccola e polverosa per essere meglio o peggio di altri. Così le mie mani ora sono capaci di graffiare gli altri come graffiavano la mia polpa; le mie dita morbide conforteranno anche le mie spalle e non solo quelle dei miei amici. E come guarderò me stessa allo specchio sarà con la stessa sensuale ammirazione che per la persona che più desidero al mondo. E tenterò di osservare la gente con lo stesso occhio pietoso, con lo stesso disprezzo o compassione con cui mi osservarvo allo specchio. E' nata una nuova me, ieri sera. Una nuova me che chiude i battenti del blog, del mio AMORE MORTALE, per alzare le freschissime tapparelle smaltate di novità della mia nuova bottega profumata, del mio nuovo essere ME, lontana da alienzazioni e tristezze. Ciao, sono Sara. Vi ho adorato senza limiti. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. lunedì, settembre 27 Commedia e tragedia recitano strano. Battibecchi perversi, giostra senza fine. Ora l'una. Ora l'altra. Periscono. Solo io al centro, eternamente corda strapazzata da una maschera. All'altra. Giochiamo a giustificarci? Comincio io... .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. Lei urla. la bambina urla, piange, occhi ingranditi dal terrore. Ma un'ombra notturna si stacca dal muro e corre a consolarla... "non piangere, piccola, non piangere... non avere paura, presto potrai volare di nuovo" La guarda e in lei si perde il vuoto della follia. Un luccichìo sinistro nei suoi occhi e poi il buio, e nulla più. Non avere paura, bambolina... .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. domenica, settembre 19 FILANTROPIA ANIMALE! Stop a Lei. Stop a Lui! Si ricomincia biascicando smepre di più. Strascinandoci e sentendo freddo, sempre. Chiedendo a qualcuno di più importante di farsi avanti? No, non io! Non più. Io sono GRANDE! Io sono una divinità MAGGIORE! Indiscutibile, intangibile, aderente, fragile, bellissima, calda, luminescente. IO! Dea dei paradossi! IO! Dea dei luoghi comuni e delle loro eccezioni! IO... che sfido le leggi della fisica. IO! Come sempre, pulitissima, ad alto contenuto EROTICO! Io, solamente io, aspetto un mondo che si cambi per me perchè strofinando paletti su legno non si è mai accesa una scintilla, mai! Ed ora ho scoperto che esiste l'accendino. Elowen ha sorriso nel suo retrobottega profumato| 14:10 | permalink | commenti (19).::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. mercoledì, settembre 15 Sanguino glassa di zucchero. Me ne vanto. Me ne pento. Ma, questa pralina, poco a poco mi consuma. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. sabato, settembre 04 Spighe. Pizzicano fin sotto la pelle. Lische spavalde e pungiglioni di rovo. Unghie. Affilatissime. Ed uncini e piccoli aghi. O chiodi. Ramoscelli gridati da cerbottane ballerine. Ed ora, il mio cuore ne risente. Elowen ha sorriso nel suo retrobottega profumato| 09:03 | permalink | commenti (26).::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. lunedì, agosto 30
Mangia e sminuzza per bene il cibo mi dicevano da piccola. Mai ascoltati. Ma ora ho imparato bene, ora faccio oro di quella legge. Piccina mi esterno. Ostentando opulenze che inghiotto e senza fretta trituro allo sfinimento. Mangio e divoro amarezze e noie, scompiglio fegato nutrendo voragini mentali. Avidamente allatto me stessa con sfizie, ingurgitando grappoli amari d'odio e stanchezze... soffoco. Finchè di me non sento un uovo pronto ad essere covato da rancori chioccianti dove palpitano albumi di pentimento. Allora spalanco la porta e mi getto. Perchè col bolo che sfama e ingrassa la colpa cascano saliva e lacrime. Ed è un .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. giovedì, agosto 26 Fredda. Umida. Viscida. Unta. Schiacciata. Tremante. Contusa, purtroppo. Ed ora chiedo solo silenzio. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. giovedì, agosto 19 Piccola. Imperfetta. Bacata. Mi sento così. Su un campo, segni di pneumatico. Bum. Bum. Il cuore batte. Il treno, supera le costole bollenti dei binari. Un unico. Solido ritmo. Simbiosi. Allora perchè, quando rallenta, il mio cuore impazzisce? Avanti, passa oltre. Corri. Non fermarti. Perchè se ti stanchi. Io muoio. Se fai pausa. Mi si squarcia il corpo. Verde. Infinito. Non lo immaginavo, così. Speranza. Tranquillità. Frescura. Vita. E invece io voglio continuare a pascolare. Così. Cieca. Come pesce castano in un fondale. Io la chiamo angoscia. Bruchi nel mio stomaco di mela. Paura. Fame. Appagamento. Silenzio. Giù gli occhi. La mia mano pulsa. Non trema. Pizzica ogni polpastrello. La chiudo, la riapro. Anemone di carne. Guardo fuori. Apro, chiudo ancora. Immobile mentre attorno ribollono parole. Il silenzio. Al centro di frette brulicanti. Apro, chiudo nuovamente. Apro. Mano rovinata, un po', dall'arte. Le piacerà? Chiudo gli occhi, stavolta. Mi abbandono. E tra ciglio e ciglio scorgo l'acqua bagnata d'argento. Sorrido. Acqua bianca come osso levigato. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. martedì, agosto 17 Mi ritrovo alla fine. Senza aggettivi per nulla. Un anno così .... semplicemente .... rubando farina... e ... praline. Ed ora? Decadenza. Sussurrata. Brindare. Pasti. Largo. Mente vuota... mi rilasso. Divisa in fondo. Obliqua. O meglio spiovente. Aperta. Carica. Forte. Scivolosa. E in fondo ferita. Inacidita. Avariata. Sottosviluppata. Perversa. Un pochino. Un istante Un attimino. Solo un fiato. Come avvisarti? "Aspettative". Troppe. Mi fingo, mi vesto... mi agghindo e adorno. Dolcetti usciti male. Non ciambelle. Ma valanga di zuccherini molli. Cristalliera dopo un sisma. Così. Le mie ossa. Alla vigilia. Così paurosa non lo sono stata mai. Mai. Mai. Cercherò di dirlo. Lo stringo con la lingua. Tutto schiacciato. Infrattato. Perde succo sul palato. Così fresca.. sei così. Mi lieviti tra le mani, sempre. Sbocci, si... te l'ho già detto. Occupi troppo. Elowen ha sorriso nel suo retrobottega profumato| 22:57 | permalink | commenti (3).::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. lunedì, agosto 16 Cosa succede. Distante. Ti spio. Mi vedi. No. Troppo attenta. Mi aspetti. Non ti accorgi. Agitata. Lo sei. Ti pettini i capelli. Con le dita. Quelle dita. Mostrami il viso. Ti prego. Lo fai?.. No. Non ancora. Noncurante dispettosa. Ora. Ora si. Sciocca, sei bella. Sono un po' invidiosa. Poi cancello. Quella bellezza è anche. Mia. Ci credo. Voltati meglio. Dai. Sono ferma. Ti aspetto. Eccoti. Ciak!.. si gira. Lentamente. Troppa, l'afa. Hai caldo. Si vede. Dai. Ancora un pochino. Ti accorgi? "... ma che vuole quell...ah". Si. H malandrina. Meravigliata? Chi aspettavi? Spero me. Vivamente. Me. E non qualcuno. Di meglio. O peggio. Io. Solamente io. Vampa. Sangue in faccia. Caldo. Caldo. Atmosfera. Ti alzi. E io. Io. Aspetto. Non posso altro. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. venerdì, agosto 13 In ogni elemento la trovo, la scopro. Mi piace come vento di tempesta e mattoni bagnati; polline che timbra il naso e svegliarsi tra lenzuola pulite. La immagino così vicina che il suo sangue e il suo profumo mi pompano nelle vene. E la sua voce. Troppo perfetta. Voce di ibisco. Pensieri lustrati, tersi, dall'immagine di lei. Solo adesso mi rendo conto della mia età. Quando si dice emozionata come scolaretta. Non voglio più crescere se questo è quello che mi da. Che mi fa respirare così languida. Le mani. Guardarle le mani da vicino. Lisciarle le unghie, le palme, i polsi. Chiromante. Fino alla gola del gomito. E poi discendere nuovamente nella valle tra dito e dito. Tenera, sei tenera. Come la virgola del tuo pollice. Bimba. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. giovedì, agosto 12 Stelle. Per Me. Stasera. Solo Una. Non Veloce. Non Remota. Lontana. Un poco Carnale. Stupenda. Poco. Mi basta. A Rivivere. Le Chiedo Solamente. Se Avvolgerebbe. Così. Chiunque. Viziata? Lo Sono. Non Soffro. Più. Antipatia. Per Nessuno. Solo Un Vezzoso. Capriccio. Di Lei. Elowen ha sorriso nel suo retrobottega profumato| 00:20 | permalink | commenti (5).::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. mercoledì, agosto 11 . Non posso permettermi i miei sogni . " Dolce Selene, ali di panna, veglia anche il mio sonno .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. domenica, agosto 08 Marika, la delizia speziata. Marika con occhi biondi come zucchero di canna. Marika sempre di fretta su tacchi caramellati; Marika che dei capelli ha valanga di sorgo nei denti d'oro di una pannocchia. Marika col seno di mandorlato e panna, alito fresco come mentuccia e, gli orecchi, due arancini amari dove pendono gingilli di luna. Labbra di zenzero, ha Marika, dolci e piccanti sulla punta delle lingue. Dita che corrono, elastiche. Dita di burro con pintura di cannella su dieci unghie. E pane caldo, Marika, palpita sulla tua pancia d'inebrianze tiepide. Marika che scappa dai maschi, perchè a loro piace. Marika che corre verso me, e dietro le ginocchia le si forma balsamo di camomilla; Marika diffidente e permalosa, Marika che profuma di rosa candita ed uva passa. Marika che scaccia mani con palmi teneri come pasta lievitata e poi li cerca, avida, con fossette su guance d'albicocca. Marika con le ginocchia tonde tonde, Marika che asciuga il suo sudore di latte col braccio fragrante. Parla tutto il giorno soffiando zollette o succo dissetante di limone, Marika, lisciando i jeans sulle cosce di biscotti. Marika che mi allontana e poi mi abbraccia. Marika innocente come rosolio alla viola. Marika con collo dolce alla banana e denti di cocco, dal bacio di paprika. Marika sospira tutto il giorno, e la sera ansima. Marika, d'estate, dalla cute castana cosparsa di noce moscata. Marika che mi vede sul corso e non si allontana. Marika che si apre, con le braccia, quanto un vasetto di confettura rossa. Marika che mi accoglie, Marika fragile e soffice. Marika con vulva di mosto e lacrime. Pizzica ride scherza dice che le manco. Marika. Che è succo di mela e cioccolata. Marika, ieri così insipida e oggi dal sapore inedito. Elowen ha sorriso nel suo retrobottega profumato| 15:37 | permalink | commenti (5).::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. domenica, agosto 01 Fragile vegliava le sue piume, Olivia, ed ogni stella colante dal suo pianto; ma la notte le intrecciava i capelli sottili soffiando parole come cipria sul viso. °o°o° Lentiggini che unite formano enigmistico merletto, vi cerco da sempre; ed ora che cortina di palpebra si è fatta meno timida oserei più spesso se non fosse che un mare di crusca sa dividerci così maliziosamente. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. giovedì, luglio 29 Scarpine bianche, uno.. due colpi di tacco. E, tutto, sparisce. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. MEMORIE .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. martedì, luglio 27 Eccomi. Accolta in casa dalle burrasche. Una Vicenza che piove, che bagna... che urla. Una Vicenza che scoppia senza sosta di quel canto disperato [almeno a lei la mia lontananza ha fatto male... o forse il mio ritorno]. Non starei a spiegare quello che ho passato se non fosse il dettaglio di mille delusioni che però valgono la pena di essere appuntate. O puntute... o puntinate che unendone ogni goccia all'altra non si ha che costellazioni di divinità dispettose. Paranoia liofilizzata, non merita nemmeno una lacrima per l'opportunità che risorga [questa fenice empia!]. Per il resto mi sento da dea. Per il resto mi smarrisco nei luoghi comuni. Questo è poco ma sicuro. Me lo aveva detto mia madre che non bisogna piangere sul latte versato .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. venerdì, luglio 09 Commiato. Ma presto o tardi ritorno. Tre volte busso. Tre volte rintocchi ma non ti apri. Tre volte canti, stendi, piangi. Tridi, sciogli, spingi. Sbuffi. Stridi. Salti, spandi. Intoni, mangi, spendi. Godi, fingi e sputi. Sorridi?... Salata Umidità... ospitami. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. giovedì, luglio 08 .°. Ninfetta curiosa, cosa osservi? .°. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. Opulenza d'improvvisazione: avanzavi nella madreperla dei tuoi anni sconditi d'intimità perchè mani non ti avevano accarezzata avidamente sul collo e meduse di labbra viscide si inumidivano su forchette e mai al tuo seno. Ma quando un burattino ti rapì e condusse nel tuo pianto, un mondo non bastava per colmare le tue voglie inespresse e battiti di mani, e discreto trapelare grazie, pelle e biancheria. Ti abbandonavi così all'alcova e al guanciale, la sera, che mille zanzariere e lucciole segnavano confine come steccati fra la fretta esterna e te. E ti baciavi con polpastrelli ammirati senza sosta accorgendoti di valli e soli che sorgevano ogni istante. Un raschiante insinuarsi per vie tempestose come pulsazioni di dieci cuori al ventre. Cosi prendevi vita, poi, da lacerarti gli intenti ed iniziare ad amare. Elowen ha sorriso nel suo retrobottega profumato| 08:10 | permalink | commenti (5).::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. martedì, luglio 06 .plic. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. Perla d'ozono che si perde, imbastita brutalmente su scelte vigliacche che fondono il cranio in turbinose colate laviche agli occhi. Lacrimo per invasioni subite e decisioni azzardate, per oroscopi avversi a me, pudicamente compromessa per arrangiamenti dubitati a lungo, meditati, ed ora riversati mostruosamente come verità a gente che di se non ha scudi e corazze, o maschere mortuarie su cui difendersi dal mio vomito gratis. Potenzialmente, ho tradito me stessa: egoisticamente gracile mentale, prego che quel dio corrotto dalle mie mani disciolgha e candeggi quel male che ho fatto. Postilla: Una Giulietta scivolava mollemente con gli artigli su quell'abito nella notte; ne lambiva audacemente le pieghe, ne tastava il dolceamaro umore dell'umidità, accumulava sui polpastrelli quella povera ospitalità incuriosita dal tempo, occupava con quelle manine ogni fessura violabile.. ogni pertugio, ogni occhiello. Aiuole arabescate, damaschi trapassati da lacrime lunari sembravano palpitare e gonfiarsi al languido passaggio come se quel tessuto fosse invece vivente e ad ogni carezza supplicasse l'addio al solletico. Un .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. lunedì, luglio 05 Lavinia, perchè scappi, se con ami d'argento le sirene si fanno orecchini, e se con conchiglie puntute si uccidono? E' un gioco, bambina, è un gioco speciale tramato da dèi dispettosi invocati discretamente. Quanta paura hai, farfallina, che madri bislacche schiaccino maggiolini rumorosi? Intingo dita su yogurt e ti trucco le labbra, dolcemente scandendo ritmi catartici. Ti Amo, piccola gioia. Ti Amo come una sorella che per la più piccola crea collanine. Ti Amo per istanti caduti e issati assieme.. Lucciola, libellula triste per nodi ai tuoi capelli, ti Amo. Amica mia, non piangere. Lavinia, sorridimi. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. venerdì, luglio 02 Insudiciata come da mille lingue sul mio corpo nudo, attendo l'estendersi criptico di docili filigrane alla controluce astemia. Respingo sangue che si toglie da solo, che zampilla cinico come rastrellante pioggia estiva [la bimba poggiava l'orecchio al vetro pallido ascoltando pazientemente ciò che il temporale aveva da confessarle], e pari al bambino che si inginocchia per svelare il segreto di voluminose sottane, mi spingo verso quell'altalenarsi dall'effluvio lattiginoso, sporcato dal carbone sovversivo del disprezzo [passava così i giorni, la piccola, consigliando alla burrasca la via della non violenza]. Opto ormai da tempo alla tranquillità, alla consolante perdita che l'apatia ti infonde, una sicurezza indiscutibile che volgarmente volge alle acconciature di damine scollate. Una foto solamente sa respingermi: una mano che sbatte l'aria e le carni, una cerata su cui scivolano sentimenti e liquame, agrodolce effluvio saponato paragonato al sentore spermatico dell'amore [ma le nuvole fingevano di non sentirla, sebbene fossero attratte... incuriosite dallo scricciolo umano che senza presunzione stropicciava le ciglia verso un cielo rovistato dal vento]. Cosa ci è rimasto se non un gomitolo di bugie filate con cui tessere mappe del disorientamento? Sembriamo corrotti da bussole accese di vampe. Una vergine bianchiccia incoronata di ginepro balla scalza, mani levate in buffi rituali "ammazzami che è tardi" gridava sepolta da estasi lanose "ammazzami, che valgo un sorriso sdentato!" gemeva, miagolava stringendo le narici, arpionando l'olfatto su arrossamenti sibillini scostati dall'aria [finchè un giorno anche il temporale non caì che la forza sta nel puro, e che la bambina occupava grandi posti e livelli altissimi su quella finestra gettante all'elettricità]. PAZZA! Sono pazza? PAZZA! Sono pazza? PAZZA! Sono pazza? PAZZA! Sono pazza? PAZZA! rasoi da barba al pelo che soffoca il tuo cuore! ESTIRPALO! Massacralo! Sevizialo. Lo stupro degli occhi sa fin troppo e sa nulla, è una storia che nn torna. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. Correndo ho perduto la fretta attorno, diramandosi speciale per sacrifici tramontati nel miele abbronzato dell'allegria. Un liquefarsi di gemme floreali, un'aiuola capillare segregata fra mura perseveranti nell'epilessia che cattivi ne sfondino i portoni. Poi è facile vederlo nella linea remota, sollazzo petulante che massaggia le schiene tormentate dal trasporto di croci puntute: una doglia soggetta al freddo, una cera... una pellicola fissata al buio che costantemente attira verso l'aula umida di dispersioni mentali. Così io oggi mi sento dimagrita sul rasoio cozzante delle preoccupazioni, incavata di buoni pensieri, scarnificata fino ai miei accordi più interni, spolpata da sacrifici e spasimi, pestata dalla melma erubescente di mille speranze frangenti allo scoglio dei miei occhi. Il mio corpo lessato e adagiato su biancheria di spilli finalmente ha assorbito l'anestesia precoce di sciroppi al giardino bagnato dalle profumate lacrime di fate, sparse ai miei capelli. Ho scelto di confessarmi. Ho deciso per il posto della ragione, ho accartocciato lo sbiadirsi fallico d'acquarelli. Spettro xenofobo, perchè mi attiri? Piaghe fluorescenti hanno ancora bisogno delle mie dita per essere mortificate? Ottagonalmente compressa rivedo istanti di intimo spalmati su carta vetrata, un turbolento patricidio che logora postille e col suo permetuo ticchettio di bava erge stalattiti nevose cesellate da sciami di moschine artigiane: Eppure, oggi, ascolto la vita. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. martedì, giugno 29 O Amoreggio con arcimboldi arcigni nel lacrimoso espormi al tempo O .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. lunedì, giugno 28 Abdico a favore di un male ricevuto, risucchiata nel gorgo putriscente d'infiniti alfabeti schiacciati alla ghiaia, ansimando nell'albergo delle emozioni incatenate per secoli, oramai anchilosate al sublime fardello che gli imbalsamatori di ricordi affliggono alle menti perdute. Cerco un medico consacrato a me stessa che ricordi irruzioni per candidature soppesate nel groviglio di serpentelli cerebrali, un perimetro sicuro in cui confidare per continui piccoli suicidi. Scintilla naufragata in delizie peccaminose, ascolta pazientemente il mulinello che tutto fa ballare e acquisisce senza scampo, abbandonati al pertugio rupestre delle mie mani stese, accogli le mia dita frementi la paura tra i tuoi dolci palmi perchè le antipatie mi ostruiscono dentro lasciandomi secca alla mia fresca età di bimba violata. Declamatorie ripuganze! Vi do retta e ancora supplico antenati genitali che mi si gonfi di nuove speranze addolcite da rosa candita e intimità cangiante il vero. Una filantropia m'infatua senza tregua di miliardi di valvole scattanti senza graziosi misuratori. Rapirei allevamenti interi, fossi una maga, e trasformerei ogni capo in goffo vestiario per agghindare ippopotami malvagi. Capiresti la mia lingua? Addossati a me, pagano grazioso dai capelli fulvi. Abbracciami un poco, affogami in te stesso. .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. domenica, giugno 27 Ovoidale evanescenza, massaggia ancora le mie spalle bagnate da lacrime dolci. Così stanca. Così floscia. I miei capelli sono tornati rivoli di olio grasso, le mie braccia fuscelli storpi che diramandosi dan via a feti di fiori con petali artigliati. Petto affannoso per rovinose fratture dalla storia tortile senza tempo, ascendente rigonfio su quel pallore estasiato dalle emergenze, sporgenze, appese al firmamento come uccelli antagonisti di carta carbone. Hai fiatato sul mio grembo inzuppato: lebbroso d'amore per vie d'eccezione che amalgama creme amare per tartine dai ghigni abbioccati. Funereo bastione delle mie labbra, consistenza di pera rossa, la tua farina rancida quante volte si è protesa? Quante volte ritirata? Bellezza infranta di piccola carne rilucente di liquame gelido, hai eccitato gli scoiattoli per ineluttabili vie, fidanzati orgogliosi di tettine alte e fiocchi ovunque ["quanto sappiamo accontentarci di poco" aveva detto un giorno l'artitico mago dimenticando il proprio bagaglio aulico, e rideva dei propri zoccoli, delle corna, e del profilo di capro]. Gomito, ti ho dimenticato. Perlina carnosa, incastonata. Reggimi per altri secoli smussandoti pian piano finchè non rimarrò senza. E così, voi ginocchia, slacciate le vostre catene senza preavviso nella ripugnante visione d'un Re che inciampa e cade dal suo trono spargendo i propri denti alla sala, ai cavalieri, alle amanti damine ardenti, pubescenti valletti con riccioli neri ed occhi viola.. inorriditi per quel sovrano ormai giullare sdentato come vecchio affamato di femmina e cibi. Calore intimo, spaccatura come morso ad una pesca, sei nascosto senza preavviso, senza mostrare il tuo fascino adolescenziale. Sei un ostello pulsante di feste per trangugio di troppo spirito, sagra promisqua per carezzine e pensieri, sobbillatore fausto per capobranchi eccitati. Guardami, raccontami quel tuo segreto occultato dalle stoffe, raccontami il tuo tramontare infinito, il tuo invito al silenzio, il tuo giubilo erubescente per contatti pieni, espellenti, quel accaldarsi verso contrazioni e strette, quella generosità selettiva nella potenza sinfonica di musicisti d'amplesso. Pelle: regalati al meglio, intatta da ustioni e graffi, esentata dal male, dal freddo. Levigata da spettri estetisti con pietre invisibili e sciolte. o Ritratto circonfuso dall'amarezza di un corpo troppo giovane per certe esigenze. Mi richiudo, alveare o .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. |
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msn ° amoremortale@hotmail.com ° Stai ascoltando Annarella dei CSI:
Squarcio delicato come avvallamenti estivi, spirale d'incenso caliginoso, rocchetto negro di rondoni in caccia, pertugio carnoso tra labbro e labbro: dissipato fra le mie dita, questo... è la scintilla tragica fra comignoli di una vita esterna.
Sara, 17 anni, che sono troppi per questo veleno; tediosa poetessa, che è poco per quello che voglio; prolungato mormorio, che è infinito alla mia mente; morboso divertimento, che è breve nelle mie giornate. Superba, infantile, pagliaccia, bohemienne, soffocata, confusa, innocente, erbivora, profumata, colpevole, sedotta, viziata, corrotta, pura, distante, retrattile, difficile, arcigna, vinilica, carne, dormiente, fanatica, amante, sovversiva, paradossale, sfatta mentale, cospiqua, pagana, distratta, invidiosa, gentile, radicale, indefinita, camaleontica, spinosa, adultera, indecente, filantropica, duchessina squallida, naturale, brigante, albore, passionale, avara, contaminata, comica, calda, stupida, nitida, artistica, sfacciata, drogata, indelebile, insicura, egoista, egocentrica, avida, sotterranea, lacerata, femminile, guarnita, opulente, abbracciata, distesa, delicata, spudorata, opposta, febbricitante, irruenta. Nata °24 Settembre° Segno °Bilancia° Ascendente °Vergine°
ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003
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* l'ambigua, femminile, malinconia della luna, me e quelle mie paranoie spasmodiche, la gente in generale, la noia, i pianti e la malinconia, la coscenza della vanità, la beatitudine irrompente * * il martire sospiro.. il lamentoso canto di chi non si accontenta, me e quelle mie paranoie spasmodiche, la gente in generale, essere senza idee, la noia, la beatitudine forzata *
Elowen di Lot
.::Mentor::. .::Giuany::. .::Alle Porte Della Notte::. .::Mute Words::. .::Synapsy::. .::The Windows::. .::The Wait::. .::Fallin the unknown::. .::Dormire e non sognare::. .::Amore Disperato::. .::Dragon On Flame::. .::Farfalla Bruciata::. .::Jud::. .::StregaAlata::. .::AliDaDandy::.
.::Feantur::. .::Archivio Foto::. .::Volobliquo::. .::Poesie Silenziose::. .::DreamShade::. .::Desideri Proibiti::. .::Damned Illusions::. .::Coffee & Cigarettes::.
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