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domenica, giugno 27 Ovoidale evanescenza, massaggia ancora le mie spalle bagnate da lacrime dolci. Così stanca. Così floscia. I miei capelli sono tornati rivoli di olio grasso, le mie braccia fuscelli storpi che diramandosi dan via a feti di fiori con petali artigliati. Petto affannoso per rovinose fratture dalla storia tortile senza tempo, ascendente rigonfio su quel pallore estasiato dalle emergenze, sporgenze, appese al firmamento come uccelli antagonisti di carta carbone. Hai fiatato sul mio grembo inzuppato: lebbroso d'amore per vie d'eccezione che amalgama creme amare per tartine dai ghigni abbioccati. Funereo bastione delle mie labbra, consistenza di pera rossa, la tua farina rancida quante volte si è protesa? Quante volte ritirata? Bellezza infranta di piccola carne rilucente di liquame gelido, hai eccitato gli scoiattoli per ineluttabili vie, fidanzati orgogliosi di tettine alte e fiocchi ovunque ["quanto sappiamo accontentarci di poco" aveva detto un giorno l'artitico mago dimenticando il proprio bagaglio aulico, e rideva dei propri zoccoli, delle corna, e del profilo di capro]. Gomito, ti ho dimenticato. Perlina carnosa, incastonata. Reggimi per altri secoli smussandoti pian piano finchè non rimarrò senza. E così, voi ginocchia, slacciate le vostre catene senza preavviso nella ripugnante visione d'un Re che inciampa e cade dal suo trono spargendo i propri denti alla sala, ai cavalieri, alle amanti damine ardenti, pubescenti valletti con riccioli neri ed occhi viola.. inorriditi per quel sovrano ormai giullare sdentato come vecchio affamato di femmina e cibi. Calore intimo, spaccatura come morso ad una pesca, sei nascosto senza preavviso, senza mostrare il tuo fascino adolescenziale. Sei un ostello pulsante di feste per trangugio di troppo spirito, sagra promisqua per carezzine e pensieri, sobbillatore fausto per capobranchi eccitati. Guardami, raccontami quel tuo segreto occultato dalle stoffe, raccontami il tuo tramontare infinito, il tuo invito al silenzio, il tuo giubilo erubescente per contatti pieni, espellenti, quel accaldarsi verso contrazioni e strette, quella generosità selettiva nella potenza sinfonica di musicisti d'amplesso. Pelle: regalati al meglio, intatta da ustioni e graffi, esentata dal male, dal freddo. Levigata da spettri estetisti con pietre invisibili e sciolte. o Ritratto circonfuso dall'amarezza di un corpo troppo giovane per certe esigenze. Mi richiudo, alveare o .::.::.::.::.::.::.::.::.::.::. |
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msn ° amoremortale@hotmail.com ° Stai ascoltando Annarella dei CSI:
Squarcio delicato come avvallamenti estivi, spirale d'incenso caliginoso, rocchetto negro di rondoni in caccia, pertugio carnoso tra labbro e labbro: dissipato fra le mie dita, questo... è la scintilla tragica fra comignoli di una vita esterna.
Sara, 17 anni, che sono troppi per questo veleno; tediosa poetessa, che è poco per quello che voglio; prolungato mormorio, che è infinito alla mia mente; morboso divertimento, che è breve nelle mie giornate. Superba, infantile, pagliaccia, bohemienne, soffocata, confusa, innocente, erbivora, profumata, colpevole, sedotta, viziata, corrotta, pura, distante, retrattile, difficile, arcigna, vinilica, carne, dormiente, fanatica, amante, sovversiva, paradossale, sfatta mentale, cospiqua, pagana, distratta, invidiosa, gentile, radicale, indefinita, camaleontica, spinosa, adultera, indecente, filantropica, duchessina squallida, naturale, brigante, albore, passionale, avara, contaminata, comica, calda, stupida, nitida, artistica, sfacciata, drogata, indelebile, insicura, egoista, egocentrica, avida, sotterranea, lacerata, femminile, guarnita, opulente, abbracciata, distesa, delicata, spudorata, opposta, febbricitante, irruenta. Nata °24 Settembre° Segno °Bilancia° Ascendente °Vergine°
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* l'ambigua, femminile, malinconia della luna, me e quelle mie paranoie spasmodiche, la gente in generale, la noia, i pianti e la malinconia, la coscenza della vanità, la beatitudine irrompente * * il martire sospiro.. il lamentoso canto di chi non si accontenta, me e quelle mie paranoie spasmodiche, la gente in generale, essere senza idee, la noia, la beatitudine forzata *
Elowen di Lot
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